Dipendenza da gaming e tecnologie
Notate da un pò che vostro figlio passa molto del suo tempo in camera e quando cercate un contatto con lui, tende a sfuggirvi con frasi liquidanti che non lasciano aperture. Ci state parlando sempre meno.
Siete allertati della sua perenne connessione allo smartphon o alla playstation e spesso lo redarguite, senza però ottenere risultati, se non quello di reazioni infastidite, per non dire rabbiose. L’uso del parental control ha funzionato solo inizialmente, quando gli avete regalato il suo primo cellulare. Adesso lui non dedica più il tempo necessario allo studio, tanto che i professor vii hanno chiesto un colloquio per avvisarvi di un calo generale nel rendimento. Ormai il suo mondo gira intorno ai video-giochi, le serie tv, i manga ed inizia ad essere faticoso motivarlo ad andare a scuola la mattina.
Sembra aver perso interesse allo sport, alle relazioni sociali…alla vita e quando glielo fate notare arrabbiati, ancora più desolante è la sua reazione indifferente. Vì sentite impotenti, tristi.
La difficoltà e la preoccupazione di avere un figlio con una possibile dipendenza da gioco o più generale da tecnologia rappresentano una sfida complessa per molte famiglie. La tecnologia, se da un lato offre opportunità di crescita e comunicazione, dall’altro può diventare una fonte di isolamento, stress e comportamenti compulsivi quando l’uso diventa eccessivo e incontrollato.
Tanti genitori come voi spesso si trovano a confrontarsi con sentimenti di impotenza, ansia e paura riguardo al futuro del proprio figlio, incapaci di trovare un equilibrio tra dare autonomia e porre limiti necessari. Ma il problema potrebbe essere più profondo e riguardare dimensioni che non vi sembrano accessibili.
Se in queste poche righe ti sei immedesimato sappi che molto probabilmente tuo figlio ha bisogno di un supporto psicologico esterno che possa aiutarlo.
Il supporto psicologico mira a comprendere le radici della dipendenza, che spesso non si limita infatti all’uso dei videogiochi o della tecnologia ma riflette problematiche emotive o relazionali più complesse. Attraverso un percorso mirato, tuo figlio avrà la possibilità di imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni, sviluppare strategie di autocontrollo e costruire relazioni più sane e significative, tornando gradualmente ad avere una maggiore soddisfazione nelle-piccole grandi sfide che la sua età gli propone.
Poter contare su uno psicologo professionista come aiuto per il proprio figlio, offre ai genitori gli strumenti per comunicare più efficacemente con lui, comprendere le sue difficoltà senza giudizio e creare un ambiente familiare di sostegno e sicurezza. Questo approccio integrato contribuisce a ridurre la conflittualità e a promuovere un cambiamento positivo, dando speranza e risorse concrete per affrontare insieme la sfida della dipendenza da tecnologia.
Il percorso, che mira ad aiutare gli adolescenti ad uscire dalla dipendenza dei devices, prevede come requisito una allenanza con lui, fondata su comprensione del problema, fiducia e soprattutto gradualità. Si sa, i percorsi di consapevolezza richiedono tempi del tutto personali per imparare a riconoscere le emozioni che ci condizionano, accoglierle ed essere disponibili a lavorarci.
Mi occupo da sempre di adolescenti e negli ultimi anni in maniera sempre più frequente intervengo su problematiche inerenti i primi segnali di ritiro sociale accompagnato da un uso massiccio della tecnologia.
Il tipo di approccio che utilizzo mira a riconoscere e accogliere i vari bisogni del ragazzo, quindi il percorso che propongo è strettamente personalizzato e richiedere una prima fase di indagine condivisa, svolta in totale assenza di giudizio. Spesso e volentieri, utilizzo la tecnologia stessa come strumento per ricostruire insieme al ragazzo un legame affettivo più sano (e meno totalizzante) con essa.
Se pensate di avere bisogno di una consulenza per capire quale sia il percorso più idoneo per vostro figlio, compilate il questionario per permettermi di avere più chiara la vostra richiesta e potervi ricontattare per un primo colloquio.
